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Come coltivare la cannabis legale

Come coltivare la cannabis legale

È possibile coltivare la cannabis legale? Sì, la cannabis legale, che sia canapa light o canapa autofiorente possono essere coltivate in Italia. L’unico obbligo a cui si è subordinati è quello di utilizzare delle sementi che siano registrate secondo l’Unione Europea. Queste particolari sementi sono caratterizzate da un contenuto basso di THC, ovvero un contenuto di circa lo 0.2%. (anche se durante i controlli effettuati la percentuale di THC può oscillare, senza che ci siano problemi per il coltivatore, tra lo 0,2% e lo 0,6%. In caso di superamento allora l’autorità giudiziaria potrà disporre la distruzione della coltivazione o il sequestro, sempre però senza che il coltivatore ne abbia colpa).

Oltre a questo non è più obbligatorio disporre di alcuna autorizzazione. Per la coltivazione della cannabis legale, della canapa autofiorente o della canapa light la comunicazione ad una stazione di polizia o di altre forze dell’ordine tramite il modulo apposito di denuncia non è più necessaria.

È sufficiente conservare i cartellini e le fatture di acquisto delle sementi per un periodo non inferiore ai dodici mesi.

Ci sono alcuni accorgimenti molto utili per quanto riguarda la coltivazione della cannabis legale: infatti la genetica ha un ruolo fondamentale. La qualità della cannabis legale è in parte legata alle selezione dei semi.

C’è anche la questione legata ai cloni. Infatti coltivare cannabis legale a partire dai cloni ha i suoi vantaggi in quanto da essi si sviluppano piante che geneticamente sono l’esatta copia della pianta madre da cui sono stati prelevati. Però si trasmetterebbero anche debolezze o malattie presenti nella madre.

La canapa e il fiore

È utile anche selezionare i semi già femminizzati. Infatti eliminando i cromosomi maschili la canapa e il fiore saranno femminili, che producono marijuana ricreativa e terapeutica.

Perciò selezionando in anticipo i semi femminizzati si eviterà di perdere tempo a trovare la canapa e il fiore maschile.

Infatti non trovando in tempo la canapa con il fiore maschio all’interno delle coltivazioni, queste libereranno polline che impollinerà le femmine. Questo causerà una produzione di semi aumentata a sfavore delle infiorescenze.

La crescita delle piante di cannabis legale dipende molto dal numero di ore a cui vengono esposte alla luce. Dando alle piante meno di 18 ore di luce aumentano le possibilità che la canapa e il suo fiore fioriscano più velocemente; ci sono alcune varietà che arrivano alla fioritura con un periodo di luce compreso tra le 15 e le 16 ore di luce. Il periodo ottimale è però di 12 ore di luce e 12 ore di buio, per cui la cannabis legale avrà un raccolto meno abbondante, ma molti fiori.

Un’altro accorgimento utile per la crescita di una cannabis legale ottimale è la scelta di un terreno di qualità. Infatti perché la canapa abbia un corpo forte, robusto e vitale saranno necessari determinati nutrimenti; nutrimenti che queste piante assumono dal suolo in cui sono coltivate. Eventuali carenze potrebbero portare ad una canapa con un fiore più piccolo o con infiorescenze minori.

L’ultimo passo è quello di controllare l’umidità del luogo in cui la cannabis viene coltivata.

Infatti essa è un parametro fondamentale nella coltivazione di questa pianta. Infatti durante le due fasi di crescita, la cannabis preferisce due umidità differenti: durante la fase vegetativa il tasso di umidità deve essere molto alto; mentre durante la fioritura l’umidità deve essere più bassa per evitare le muffe.

La canapa autofiorente

Quando si tratta di canapa autofiorente ci sono diversi passaggi da seguire assolutamente per la sua coltivazione.

Per prima cosa avremo bisogno, ovviamente, di semi di canapa autofiorente, dopodiché saranno necessarie una tanica da almeno 20 litri, un kit di germinazione e la luce (circa una luce per ogni 4/6 piante).

Si dovrà poi procedere alla germinazione dei semi di canapa autofiorente tramite il kit di germinazione. Fatto ciò, il terreno andrà versato nella tanica; una volta pieno di terra è necessario versarci molta acqua (tecnica definita flushing, che permette alla pianta di avere una superficie di crescita molto umida).

Scavare poi un buco nel terreno per poter piantare il seme della pianta controllando che il germoglio sia rivolto verso l’alto.

Per quanto riguarda l’illuminazione si dovrà utilizzare una luce ad una distanza di circa 30/40cm in modo che la lamapada non bruci la pianta, né la riscaldi troppo. Inoltre si deve tenere conto del ciclo di luce/buio (indicativamente 18 ore di luce e 6 di buio sono un’approssimazione efficace). È importante non cambiare l’illuminazione una volta che è stata settata ed assicurarsi di innaffiare la pianta quando il terreno non è umido.

Dopo circa 2-3 mesi c’è il momento del raccolto. I semi della canapa autofiorente saranno si presenteranno con gemme coperte di resina. Si dovranno tagliare le foglie intorno a queste gemme e metterle ad essicare.

Coltivare canapa light

La canapa light può essere coltivata legalmente in casa. Infatti la canapa light può essere anche coltivata esibendola all’esterno, per esempio su un balcone, senza che vi siano delle conseguenze legali.

Questo perché le diverse tipologie di canapa light che vengono vendute in Italia derivano da sementi certificate, anche per la produzione industriale.

È meglio evitare invece delle tipologie di semi non certificate dall’ente europeo, seppur a basso contenuto di THC, questo a causa delle difformità di giudizio della giustizia italiana, per cui si potrebbe passare da una immediata assoluzione ad una situazione più complicata.

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