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5 usi curativi della cannabis

La cannabis curativa

La cannabis ha una storia millenaria ed è stata sempre utilizzata in molte culture del mondo per scopi curativi e medici. Nella medicina moderna si studiano ed analizzano preparazioni a base di cannabinoidi sintetici o estratti con cui è possibile eseguire sperimentazioni cliniche.

Nell’utilizzo medico l’assunzione della cannabis avviene per inalazione (con appositi inalatori) e per ingestione (sotto forma di compresse).

Non è quindi da sottovalutare la cannabis curativa, come ad esempio:

Cannabis e ansia

La cannabis è principalmente composta da due sostanze quali THC e CBD. Il THC è responsabile dell’effetto psicoattivo mentre il CBD contrasta gli effetti che alterano la mente attivati dal THC.

La cannabis curativa è dunque un rimedio all’ansia riducendo la quantità di THC che si assume; questo perché, come è emerso da alcuni studi, il THC assunto a basse dosi può essere un efficace rimedio nel rapporto cannabis ansia.

Un’altra soluzione parallela a quanto appena esposto è quella di usare ceppi di cannabis ad alto contenuto di CBD, che può ridurre l’ansia per coloro che sono soggetti all’ansia, ma allo stesso modo anche ai soggetti sani.

Per ogni soggetto sarà quindi differente il rapporto di THC e CBD all’interno della cannabis che gli permetterà di essere curativa verso l’ansia e bisognerà quindi trovare il giusto equilibrio per permettere che sia benefica al massimo.

Cannabis e mal di testa

La cannabis è anche curativa nei confronti di chi soffre di mal di testa e di emicrania.

Non tutti i mal di testa sono uguali, e le cause possono essere varie, come una tensione muscolare, la febbre, il raffreddore ecc.

In alcuni casi appunto, il mal di testa può essere curato dalla cannabis terapeutica. Infatti, come anche dimostrato da uno studio dell’Università del Colorado, la cannabis potrebbe ridurre la frequenza dell’emicrania; 121 persone con il mal di testa sono state trattate con la cannabis curativa e 103 di loro hanno rilevato una diminuzione degli attacchi mensili.

Il motivo alla base di questi risultati è che sono stati trovati dei cannabinoidi in tutto il corpo, compresi cervello, tessuti connettivi e sistema immunitario, oltre al fatto che i cannabinoidi potrebbero influenzare alcuni neurotrasmettitori come serotonina e dopamina.

Con lo sviluppo della ricerca medica è molto probabile quindi che ci siano sempre più risultati e benefici nel connubio cannabis e mal di testa.

Cannabis vasodilatatore

L’ipertensione è una condizione che causa l’aumento della pressione sanguigna arteriosa che porta il cuore a lavorare più velocemente e sotto maggiore sforzo e fatica.

Tramite i THC e i cannabinoidi, la cannabis ha un effetto vasodilatatore che all’assunzione permettono alle vene di espandersi. Il cuore batte quindi più velocemente e questo è dovuto al fatto che deve compensare la minore pressione del sangue nelle arterie. Quindi in questo caso la cannabis ha un effetto curativo vasodilatatore relativamente ai problemi di ipertensione.

Un ulteriore effetto vasodilatatore della cannabis è quello nei confronti dell’asma bronchiale.

Cannabis antitumorale

Un ulteriore effetto della cannabis curativa è quello riguardante i tumori. Più volte sono infatti stati fatti studi e ricerche per studiare i benefici della cannabis antitumorale e sono stati rilevati dei risultati molto interessanti.

Infatti il THC, uno dei principali componenti della cannabis, ha potenti caratteristiche anticancro e può impedire ai tumori di crescere. Un particolare ambito studiato per la cannabis antitumorale è quello dei tumori al cervello. Ad esempio la combinazione di THC e farmaci a base di Temozolomide possono ridurre fortemente la nascita dei tumori cerebrali, o anche limitare i danni neurologici dopo ictus, traumi, malattie neurologiche come il morbo di Alzheimer o quello di Parkinson.

Grazie quindi all’effetto di THC e cannabinoidi, con l’affiancamento anche dei farmaci si possono ottenere risultati importanti e degni di nota tali da rendere in alcuni casi la cannabis antitumorale.

Cannabis contro la nausea

Il trattamento degli effetti collaterali associati alla chemioterapia antitumorale è l’indicazione meglio documentata dei cannabinoidi, con circa 40 studi (THC, nabilone, altri analoghi del THC, marijuana). La maggior parte degli studi è stata condotta negli anni 1980. Il THC deve essere dato a dosi relativamente alte, per cui i suoi effetti collaterali si manifestano abbastanza spesso. In uno studio, il THC è stato inferiore alla metoclopramide ad alte dosi. Non ci sono confronti del THC con i moderni antagonisti della serotonina. Mentre il dronabinol è meno accettato nel trattamento degli effetti collaterali della chemioterapia, nella medicina popolare i cannabinoidi rimangono ben accettati e sono spesso usati anche in altre cause di nausea.

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